Progetti e iniziative di Turismo Sociale e Responsabile

itinerari LONGOBARDI: Lomello, non solo rievocazione storica, ma identita’ culturale proiettata nel presente

Tra le molte iniziative Turistico culturali dedicate al mondo ed alla cultura Longobarda, alcune nel corso del tempo si sono ritagliate uno spazio crescente ed una importanza che travalica il momento celebrativo, per calarsi proprio nella vita culturale della comunita’ che le ospita.

Da oltre venti anni la Pro Loco Lomello Aps, in sinergia con il Comune di Lomello e con altre associazioni attive sul territorio, celebra l’incontro di Teodolinda e Agilulfo.



Lo storiografo Paolo Diacono narra che nell’anno 590 d.C. Teodolinda, regina dei Longobardi, rimasta vedova di Autari, incontrò nell’oppidum di Lomello Agilulfo, duca di Torino, suo futuro sposo: “Poiché la regina Teodolinda era assai accetta ai longobardi, questi le consentirono di conservare la dignità regale, suggerendole di scegliersi come sposo quello che volesse fra i duchi longobardi, tale naturalmente che potesse ben governare il regno. Ella, consigliatasi con i più saggi, scelse Agilulfo, duca di Torino, come sposo per sé e come re per la gente longobarda. Era infatti un uomo valoroso, forte in guerra, tanto di aspetto che di animo adatto al governo del regno. Subito la regina lo fece venire a sé ed ella stessa andò a incontrarlo presso la fortezza di Lomello (Laumellum oppidum). Quando arrivò Agilulfo, la regina, scambiata qualche parola, si fece servire del vino; dopo aver bevuto per prima, gli porse ciò che restava perché lo bevesse. Egli, presa la coppa, baciò rispettosamente la mano della regina; ma questa, con un sorriso pieno di rossore, gli disse che non doveva baciarle la mano colui che avrebbe dovuto baciarla sulla bocca. Quindi, fattolo alzare per ricevere il suo bacio, gli svelò ciò che riguardava sia le nozze sia la dignità di re. Che altro ancora? Si celebrarono le nozze in grande letizia“ (Paolo Diacono, Historia Langobardorum, III, 35. Traduzione tratta dal libro di Felice Bonalumi Teodolinda: una regina per l’Europa, edito da San Paolo nel 2006).



Il centro storico del borgo medievale di Lomello, con la basilica millenaria di Santa Maria Maggiore (1025-1040) e con il battistero longobardo di San Giovanni ad fontes, edificato tra il V e VIII secolo d.C., si anima rievocando il soprascritto passo del cronista longobardo: lo sbarco del duca di Torino Agilulfo sulle rive del torrente Agogna, il campo di vita quotidiana del VI/VIII secolo dopo Cristo, l’incontro tra la regina e il futuro sposo, il torneo di arcieria storica (organizzato da Sagitta Historica il gruppo di arcieria lomellese), e infine il grande banchetto per le nozze della regina Teodolinda.

L’altro episodio della storia longobarda, accaduto a Lomello poco più tardi, e rievocato dal nostro borgo è quello raccontato dal cosiddetto pseudo-Fredegario. Egli narra della prigionia della regina Gundeberga in una torre della rocca di Lomello: “La regina Gundeberga, bella di aspetto, benevola in ogni cosa, alquanto ricolma di pietà, cristiana, prodiga nelle elemosine, insigne per la sua rettitudine, era amata da tutti. A un uomo di nome Adaulfo, di stirpe longobarda, che frequentava assiduamente la corte per ossequio al re, ma che si recava invece presso di essa per la regina, la regina Gundeberga medesima, attenta verso di lui così come verso gli altri, quando quello fu al cospetto di lei, disse che egli era dotato di una rispettabile statura. Quello, udendo ciò, disse appartatamente a Gundeberga: “Tu hai reputato degno lodare la bellezza della mia altezza, comandami di giacere nel tuo letto”. Ella, rifiutando vigorosamente e disdegnandolo, gli sputò in viso. Adaulfo, capendo di essere in pericolo di vita, accorse subito da re Arioaldo, supplicandolo di potergli narrare celatamente ciò che aveva da sottoporgli. Appreso il luogo d’incontro, disse al re: “Gundeberga, mia signora e tua regina, per tre giorni, ha detto segretamente innanzi al duca Tasone di volerti uccidere per mezzo di un veleno e di volerlo innalzare al regno una volta sposatolo ella medesima. Il re Arioaldo, prestando fede a tali menzogne ascoltate, costrinse all’esilio Gundeberga nella sola torre del castello di Lomello. Clotario inviò degli ambasciatori presso re Arioaldo per indagare per quale ragione avesse umiliato la regina Gundeberga, parente dei Franchi, con il fine di liberarla dall’esilio. Arioaldo si difese da tali parole ingannevoli come se avesse voluto resistere alla verità. Allora, uno degli ambasciatori, di nome Ansoaldo, non come se lo avesse voluto imporre, disse ad Arioaldo: “Potrai liberare dalla calunnia questa causa: ordina a quell’uomo che ti riferì parole di tal fatta di armarsi, e si faccia avanti un altro dalla parte della regina Gundeberga; ciascuno armato per un singolar certame, affinché, per mezzo del Giudizio di Dio, per mezzo di questi due combattenti, si sappia se, tra le due cose, Gundeberga sia innocente all’esame della colpa o sia forse colpevole”. Ed essendo ciò gradito al re Arioaldo e a tutti i nobili del suo palazzo, ordinò che affrontasse lo scontro armato Adaulfo, e che, dalla parte di Gundeberga, tra i cugini della stessa Gundeberga e di Ariberto fattisi avanti, un uomo, di nome Pittone, combattesse armato contro Adaulfo. Ed essendosi battuti in certame, Adaulfo fu ucciso da Pittone. Gundeberga, ritornata subito dall’esilio dopo tre anni, fu innalzata al regno” (Pseudo-Fredegario, Fredegarii scholastici chronicum cum suis continuatoribus, sive appendix ad sancti Gregorii episcopi turonensis historiam Francorum, capitolo LI).

Sarà la ricostruzione del processo e del duello che libererà la regina Gundeberga, ad animare la seconda parte della festa, con la disfida tra il malvagio Adaulfo e il campione della Regina che risolverà la calunniosa questione.

Musica, ottimo cibo e giochi con il fuoco completano il ricco programma.

Informazioni sulle date, e il programma della manifestazione: www.portamialomello.it

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